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Riparatore itinerante, impresa ambulante, minaccia costante?


Qualsiasi episodio drammatico, se evitabile, impone una riflessione. Prendiamo allora spunto da quanto accaduto il 9 marzo scorso a Guastalla (Reggio Emilia), quando una doppia terribile esplosione si è verificata poco dopo mezzogiorno tra via Passerini e piazza Repubblica, in pieno centro storico, dove era in corso il mercato settimanale. Il bilancio è di  tre donne morte, più il ferimento di 11 persone. La strage è stata provocata da una fuga di Gpl da tre bombole di gas che alimentavano il forno del furgone di un venditore ambulante, per la cottura di polli arrosto e altri prodotti da rosticceria.

LA MAGISTRATURA INDAGA

La premessa è che – di sicuro – la tragedia di Guastalla è solo dovuta a fatalità, e che i controlli venivano di certo effettuati sulle bombole, con autorizzazioni e collaudi del caso. La Procura di Reggio Emilia ha avviato indagini, al momento nei confronto di ignoti, per le ipotesi di reato di incendio colposo, disastro colposo e omicidio colposo plurimo in relazione all’esplosione del furgone. Gli accertamenti, che si profilano complessi, sono volti a stabilire le cause dello scoppio e dell’incendio da cui sono poi derivati i gravi danni a persone e cose.

IL PENSIERO VA ALL’AUTORIPARATORE IN PIAZZA

Ma al di là del caso specifico, è lecito collegarsi al lavoro dell’ autoriparatore ambulante. Il motivo? Si tratta, come si definiscono loro, di “specialisti in riparazione di carrozzeria”: un servizio mobile di carrozzeria. Basta telefonare e loro arrivano a ripararti l’auto dove sei tu. Ovviamente, sono convenzionati con le immancabili Assicurazioni. Parlano di “rispetto dell’ambiente e della qualità dell’aria”. E proprio da qui vogliamo partire.

UNA BELLA DIFFERENZA

Anche in carrozzeria si rispetta l’ambiente nei locali che possono essere presi in affitto oppure acquistati, ci sono attrezzature: per esistere, l’artigiano deve avere un forno da 60.000 euro, un banco dima da 50.000 euro, almeno una zona di preparazione aspirata da 40.000 euro, e tutti i permessi per le emissioni e il rischio chimico. Che cosa fa invece l’ambulante in un batter d’occhio? Con un furgone, si trasforma d’incanto in officina. Verso cui l’automobilista potrebbe essere spinto dalle Compagnie. Quindi, lo Stato obbliga il carrozziere al rispetto delle infinite e ultra dettagliate normative; ma consente all’ambulante (che può essere una multinazionale) di fare il suo mestiere di riparatore, con un furgone, in mezzo alla strada, in piazza.

Riparatore ambulante: eccoci al dunque, i rischi che riguardano l’ambiente e la sicurezza delle persone in generale. Perché, nonostante tutti i collaudi e i controlli del caso, parliamo di un’attività che produce polveri nocive.  Tutto in piazza, tutto a pochi metri da bambini, donne e anziani. Una bella differenza rispetto alle mille normative sulla sicurezza e sull’ambiente cui deve sottostare il carrozziere.

L’ALTO ADIGE SI EVOLVE

In Alto Adige, da poco, c’è una legge che dice: “L’esercizio delle professioni del settore automobilistico di cui al comma 1 è consentito solamente in officine idonee con sede fissa, che rispondano alle disposizioni vigenti in materia, in particolare a quelle della tutela dell’ambiente nonché della salute e sicurezza sul lavoro. Fanno eccezione i lavori di manutenzione e riparazione di macchinari agricoli”. Anche il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento hanno approvato una regola analoga. E le altre regioni ?

CANALIZZAZIONE DIABOLICA

Succede così che se un automobilista vuol portare la macchina dal proprio carrozziere di fiducia, indipendente rispetto alle Compagnie, viene canalizzato verso il carrozziere fiduciario, dell’Assicurazione. Magari ambulante. Accade per i danni alla carrozzeria, per i danni ai vetri, e per le vetture gradinate, perché lo prevede la polizza accessoria, che in alternativa raddoppia la franchigia. Alla faccia della fiducia: siamo in presenza di regole che avvantaggiano palesemente le Compagnie e gli ambulanti, a danno dei carrozzieri soggetti a mille vincoli e lacciuoli. Così, di passaggio, l’Antitrust ha mai pensato di esprimere la sua opinione in merito alla libera concorrenza in un simile mercato italiano?

Pubblicazione richiesta da Federcarrozzieri.

C’è chi ha  liberamente scelto di essere Fiduciario delle Assicurazioni

Noi di FEDERCARROZZIERI abbiamo scelto di essere liberi, da accordi o convenzioni con le assicurazioni.

Semplicemente ci domandiamo,

perché

 l’Automobilista non può essere libero di scegliere………….


Afferma Isaiah Berlin:

“L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c’è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l’illusione di averla.”


#altoadige #Friuliveneziagiulia #Trentino

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