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Cosa bolle in pentola?


Anche le assicurazioni nel  decreto del governo “misure urgenti per l’innovazione e la crescita”. Ma le sorprese sono sempre in agguato.

 Ci sono anche misure che riguardano le imprese assicuratrici nel decreto sviluppo. In particolare il governo ha introdotto norme che riguardano la banca dati antifrode.

All’Ivass (ex Isvap) la banca dati antifrode.

La telenovela sulla competenza a gestire la banca dati antifrode sembra avere trovato fine con la decisione governativa di affidare all’ex Isvap, ora Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Ivass) il compito di occuparsi di prevenzione “amministrativa” delle frodi nel settore dell’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore attraverso una mega banca dati ove verranno immagazzinate le richieste di risarcimento e di indennizzo. All’Ivass anche il compito di provvedere all’attivazione di sistemi di allerta preventiva contro i rischi di frode. Nelle intenzioni del governo l’Ivass dovrebbe curare “un archivio informatico integrato” al quale verrà demandato il compito di individuare “indici di anomalia e di possibili frodi”con la possibilità per l’Istituto di segnalare eventuali anomalie all’autorità giudiziaria così incentivando eventuali indagini. Non è chiaro in concreto se l’Ivass potrà promuovere l’azione penale, che resta procedibile a querela di parte, in luogo delle parti offese. Non è chiaro se verranno rivisti i farraginosi e famigerati “parametri di anomalia” che ben conoscono i riparatori italiani che da alcuni mesi si trovano a fare i conti con miriadi di sinistri per i quali i pagamenti sono stati bloccati per ragioni incomprensibili. Tra i parametri di significatività infatti paiono sufficienti a bloccare il risarcimento anche due denuncie di sinistro in tempi ravvicinati magari per una rottura di un parabrezza o una rigatura sulla carrozzeria che hanno l’effetto di impedire sine die la liquidazione di un sinistro stradale.

Clausole di tacito rinnovo.

E’stata annunciata la abolizione di tutte le le clausole di tacito rinnovo eventualmente previste dai contratti assicurativi, con l’effetto di rendere maggiormente agevole la mobilità degli assicurati tra una impresa e l’altra a tutto vantaggio della concorrenza aumentando da 2 a 10 anni il termine di prescrizione delle polizze vita “dormienti”, ridotto nel 2008 a soli due annie che era parso inadeguato per consentire agli eredi la possibilità di riscatto della polizza vita in caso di morte del contraente.

Il contratto base.

Dovrà essere introdotto con decreto del ministro delle Sviluppo Economico, un “contratto tipo” di assicurazione per la responsabilità civile auto, nel quale saranno previste le clausole necessarie ai fini dell’adempimento di assicurazione obbligatoria. In tal modo sarà possibile per ogni compagnia, che sarà pure obbligata a offrire al pubblico la garanzia base, indicare anche su internet il costo complessivo ponendo fine alla giungla delle polizze. E’ noto che nei fatti è impossibile comparare tra loro le polizze RC auto dal momento che le imprese offrono, pare di poter dire di proposito, prodotti tra loro no comparabili per clausole ed estensione della copertura. Ora nelle intenzioni del governo tale prassi dovrebeb terminare obbligandosi in tal mood le imprese a individuare separatamente ogni ulteriore costo per eventuali garanzie aggiuntive.

Servizi assicurativi on line.

Il governo vuole introdurre pure una disciplina per spingere  le compagnie di assicurazione a implementare i servizi on line consentendo, sulla falsariga dei servizi di home banking, agli assicurati il controllo on line della copertura assicurativa, delle eventuali scadenze della polizza, delle condizioni contrattuali in essere della regolarità amministrativa, così ponendoi fine a spiacevoli situazioni che talvolta possono verificarsi.

Capita infatti che intermediari non corretti talvolta ritardino la messa a copertura delle garanzie come pure accade che le compagnie sovente non consegnino agli intermediari un sufficiente numero di stampati con le condizioni generali di polizza con l’effetto che il cliente in caso di contestazioni o contenzioso fatica a reperire il proprio contratto.

Plurimandato “easy”.

Quella che pare invece la vera bomba destinata a fare muovere le cose, e soprattutto la concorrenza, è la norma che dovrebbe consente agli agenti e agli intermediari assicurativi di poter collaborare tra loro nella stipula e nella vendita di prodotti assicurativi attraverso la sanzione della nullità di ogni patto contrario tra impresa e agente. Si tratta di una norma che le compagnie vedono come il fumo negli occhi, già introdotta a livello di principio attraverso la previsione del plurimandato, ma che sostanzialmente mai aveva trovato attuazione per gli ostacoli promossi dalle compagnie ai propri agenti e per la pratica impossibilità di attuarla attraverso i sistemi informatici di troppo difficile  gestione da parte di una rete agenziale debole e frammentata. Ora il governo ci riprova.

Il rischio di brutte sorprese.

Ma il decreto no è certo solo rose e fiori poiché come ha fatto notare il CUPSIT questo decreto costituisce un possibile strumento di  imboscate nelle commissioni parlamentari, ove la norma dovrà essere convertita in legge, e dove la lobby assicurativa certamente si muoverà per conseguire i risultati che da mesi va chiedendo al governo.

Assicurati, cittadini e artigiani dovranno vigilare perché nel disastro della RC auto, come ammonisce un esperto come Stefano Mannacio, è ancora possibile che venga irreggimentato ancor più il risarcimento per le lesioni lievi, venga reso obbligatorio l’indennizzo diretto, venga riproposto l’ obbligo per i danneggiati a riparare i mezzi dai fiduciari assicurativi, e venga varata la famigerata tabella per le macro-lesioni con l’abbattimento drastico dei risarcimenti.

La situazione è estremamente a rischio e le imprese hanno pubblicamente dato atto che il Governo (che ha già regalato alle imprese la norma sulle lesioni di lieve entità) è favorevole alle loro richieste. E questo governo è quello che col decreto Balduzzi ha tagliato, in favore degli assicuratori degli ospedali, anche i risarcimenti delle vittime della malasanità abbassandoli sui ridotti valori liquidati alle Vittime della Strada.

Angelo Massimo Perrini

Tratto da Professione Carrozziere

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