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Lettera aperta dell’Associazione Carrozzieri di Genova

L’ASSOCIAZIONE fra CARROZZIERI della PROVINCIA di GENOVA, esaminato il “PROTOCOLLO DI COOPERAZIONE PER INTERVENTI RIPARATIVI COPERTI DA GARANZIA ASSICURATIVA” stilato in data 12 dicembre 2017 da Confartigianato CNA e Casa, da una parte, e ANIA dall’altra,


SUL PRESUPPOSTO

che l’art. 1, comma 10, Legge 4 agosto 2017 n. 124 prevede, testualmente, che, al fine di garantire le condizioni di sicurezza e funzionalità dei veicoli, le associazioni nazionali maggiormente rappresentative del settore dell’autoriparazione, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e le associazioni dei consumatori (…) definiscono d’intesa tra loro apposite linee guida finalizzate a determinare gli strumenti, le procedure, le soluzioni realizzative e gli ulteriori parametri tecnici per l’effettuazione delle riparazioni a regola d’arte di cui all’art. 14,comma 11 bis del codice delle assicurazioni private.

PRESUPPOSTO PIENAMENTE CONDIVISIBILE in quanto, a norma di siffatta disposizione le organizzazione artigiane maggiormente rappresentative a livello nazionale,

POSSONO accordarsi al fine di stabilire quali debbano essere le modalità migliori per l’effettuazioni di riparazioni dei veicoli a perfetta regola d’arte e ciò allo scopo di garantire il massimo di sicurezza possibile sia al danneggiato che a terzi.

EVIDENZIA tuttavia che le finalità cui mira la norma sono state sostanzialmente eluse dal protocollo in questione, nel quale, alle tecnologie e alle metodologie di riparazione allo scopo di indicare quale possa essere al riguardo il migliore risultato riparativo ottenibile, altro non vi si fa che fugaci quanto generici cenni.

RILEVA che il vero obiettivo perseguito dal protocollo è riassunto dall’art. 1, denominato “Ambito di applicazione” ove, al terzo comma, è precisato : “A tal fine le imprese aderenti si impegnano a non sollevare eccezioni contrattuali e ad accettare la canalizzazione dei rispettivi assicurati/danneggiati presso carrozzerie che applicano i contenuti del presente protocollo“

DENUNCIA che dalla canalizzazione dei rispettivi assicurati/danneggiati presso quelle carrozzerie che aderiranno all’accordo, non potrà che conseguire una preoccupante contrazione del libero mercato dell’autoriparazione, con effetti, nell’immediato, di una sostanziosa sottrazione di clientela alle libere carrozzerie e, nel lungo termine, la scomparsa delle stesse.

DEPLORA che le Organizzazioni Artigiane che dovrebbero tutelare, in primis, gli interessi e l’autonomia delle libere imprese artigiane di autocarrozzeria si siano invece rese compartecipi di un progetto che gioverà unicamente alle compagnie assicuratrici, le quali, alla già sostanziosa sottrazione di clientela dal libero mercato a favore di carrozzerie loro fiduciarie, potranno disporre in aggiunta anche di quel surplus di clientela che verrà canalizzata verso quelle carrozzerie che decideranno di aderire all’accordo.

CONTESTA quanto assunto nel protocollo secondo cui l’accordo non entra nel merito della tariffa oraria che viene rimessa alla libera determinazione dell’autoriparatore/carrozziere, quando nel protocollo stesso è prevista l’introduzione del criterio di classificare le carrozzerie, già clamorosamente bocciato dall’accordo degli anni ’90, il cui vero scopo è proprio quello di un preventivo contenimento della tariffa oraria della manodopera che verrà differenziata, sempre e comunque a livelli inferiori rispetto a quella media corrente sul libero mercato, sulla base delle dimensioni e dell’organizzazione dell’azienda a seconda della classe di appartenenza che verrà ad esse attribuita

CONTESTA altresì la previsione in base alla quale l’adesione all’accordo determinerà tempi più celeri di definizione e liquidazione del sinistro, che, seppur di poco discostanti da quelli contemplati dal codice delle assicurazioni, verrebbero comunque rispettati solo nel caso venga raggiunto un totale concordato, tra riparatore e perito, su tutte le voci della riparazione DEFINITIVA.

Del protocollo non vi è nulla da salvare. Le sue previsioni sono estremamente peggiorative rispetto alla stessa normativa della legge 124/2017. La cessione del credito è riconosciuta solo nel caso di accordo sulla stima del danno. La vettura sostitutiva è ammessa soltanto nell’eventualità che la compagnia non vi provveda essa stessa. Il costo orario è determinato in base alla classe di appartenenza in cui sarà stata previamente catalogata la carrozzeria. Divieto di rivolgersi all’avvocato sino a che l’eventuale controversia in atto con la compagnia non abbia trovato soluzione nell’ambito di organismi di mediazione. In pratica, una completa limitazione della libertà d’impresa per il carrozziere che vorrà aderire all’accordo : accordo che difficilmente avrebbe potuto essere concepito in modo più vantaggioso per le compagnie. Fa rabbia, ed è inaccettabile, che le Organizzazioni Artigiane abbiano potuto prestarsi ad un siffatto protocollo che altro non determinerà se non una svendita della professionalità delle libere imprese di carrozzeria alle compagnie assicuratrici, le quali, senza alcun sostanziale onere a carico, potranno invece impadronirsi gratuitamente della clientela ancora non soggetta a vincoli di canalizzazione presso i loro concordatari. In tale prospettiva, l’Associazione Carrozzieri della Provincia di Genova non può che manifestare il più radicale dissenso al protocollo in questione, iniquamente penalizzante, oltre che per le libere imprese autocarrozzeria, anche per quelle che aderissero al protocollo stesso. Senza contare, infine, che con l’operatività del protocollo verrà a determinarsi una spaccatura nella categoria : spaccatura che avvantaggerà le sole compagnie per le quali sarà sin troppo facile imporre gli iniqui parametri del protocollo, soprattutto, per quanto concerne il costo orario, anche alle carrozzerie che non vi abbiano aderito.

N.B. Ci congratuliamo con le Associazioni dei Consumatori e Federcarrozzieri per aver saputo tutelare gli interessi di tutti i soggetti coinvolti nella filiera dell’autoriparazione e dei sinistri stradali.

Genova, 23 Maggio 2018. Il Consiglio Direttivo Giorgio Mori (Presidente ACpGE)

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