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Incontri ravvicinati: l’assicuratore old style e il carrozziere 4.0

Qualche giorno fa nei pressi di Pero, vicino Milano, si è svolto un focus “Carrozzeria 4.0” organizzato da una società di servizi che fa formazione in campo assicurativo Tra gli invitati, come sanno gli affezionati lettori di questo blog, anche il presidente di Federcarrozzieri che, unitamente al presidente della categoria di una confederazione, alla presidentessa di un consorzio di carrozzieri e al vicepresidente di un’ importante associazione di periti, ha avuto la ventura di confrontarsi con il direttore sinistri di una piccola pugnace impresa assicurativa.


L’incontro è stato straordinario. L’assicuratore ha interpretato il ruolo dell’assicuratore lamentando i guai trentennali della filiera RC Auto.

E vai con la filippica sui carrozzieri esosi, sulla cessione di credito che genera costi impropri, gli avvocati cattivissimi, i carrozzieri speculatori, il noleggio delle auto sostitutive, mamma mia che impressione…Quello che impressionava in realtà era il tono troppo elevato e pugnace del “duro assicuratore” che, compiaciuto, rivendicava la sua durezza nei confronti dei carrozzieri ma solo nei confronti di quelli “speculatori”. Superfluo dire che il carrozziere speculatore era quello che voleva di più di quello che il filantropico assicuratore era disposto a concedere. Ma al di là del contenuto – qui non rilevante perché inesistente – di un dibattito privo di qualsiasi profondità perché impostato su rivendicazioni da bar sport, privo di analisi macroeconomica, fatto a livello piuttosto basso e connotato esclusivamente da arroganza aziendalista (“qui si fa come diciamo noi perché i soldi li tiriamo fuori noi”) quello che preme raccontare agli amici carrozzieri che seguono il blog è che il confronto con il “competitor” ha provocato una forte delusione. Il tono e i contenuti del pugnace assicuratore erano quelli tipici di chi non comprende e non padroneggia le dinamiche della trattativa e del confronto. Di chi non comprende di trovarsi di fronte ai rappresentanti della fascia più evoluta della carrozzeria italiane, di aziende che esigono rispetto per i loro rappresentanti sindacali.

È certamente ingeneroso ritenere che l’occasionale interlocutore, questa volta un funzionario di una piccola compagnia, debba portare la croce per il sistema assicurativo italiano.

Ma la riflessione non è nei confronti delle compagnie che fanno il loro mestiere e alle quali tocca certamente assumersi la responsabilità di quello che fanno e dicono i loro rappresentanti.L’invito alla riflessione è invece per tutta la categoria dei carrozzieri: soprattutto per chi ricopre ruoli di vertice nelle associazioni confederali. Noi ci domandiamo come si possa ancora pensare che abbia un senso sedersi al tavolo a discutere con personaggi che nella migliore delle ipotesi sono solo inadeguati .Federcarrozzieri rappresenta una certa fascia di imprenditori che queste cose, tavoli, tavolini, accordi e accordicchi, non le comprende e non le tollera più. Le imprese assicuratrici oramai fanno finanza e probabilmente dovremo rimpiangere personaggi anacronistici come il burbero assicuratore che ha rivendicato il suo essere “duro con chi se lo merita e buono con chi è buono”, perché “noi poi paghiamo anche in tre giorni”…

Oramai le dinamiche sono diverse: le imprese assicurative hanno problemi reputazionali grandi come case, e invece di generare contenzioso e diffidenza dovrebbero investire in trasparenza.

Ma questi sono problemi loro. A casa nostra, tra gli artigiani riparatori, Federcarrozzieri richiede altrettanta trasparenza, ma ancora di più ne richiede a chi a nome degli artigiani si sta sedendo da mesi ai tavoli con personaggi come il simpatico e burbero assicuratore di cui abbiamo narrato le gesta, troppo preso nel suo ruolo, da non sapere che da tempo oramai la sua impresa non é certo considerata dalla generalità dei carrozzieri italiani una cattiva pagatrice. E non glielo abbiamo voluto dire per non farlo arrabbiare.

#ItalyInsuranceForum

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