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Federcarrozzieri sfida le Iene: date voce anche a chi Ripara con rispetto

Aiutateci a far capire che Riparare nel Rispetto della qualità del lavoro che svolgiamo, della salute dei lavoratori, dell’ambiente in cui operiamo è possibile. Molti di noi già lo fanno. Molti di noi tramandano con onore un lavoro che hanno ereditato. Molti di noi si sono evoluti. Aiutateci a dar voce alle buone pratiche. Aiutateci a far capire che lavorar bene paga e non è necessario fare i furbetti. Siamo stanchi di vedere solo servizi che denunciano le truffe o la mala-carrozzeria. Chiediamo di esercitare il diritto di replica e dire agli automobilisti che in tanti lavoriamo con onestà e rispetto.


Lettera alla redazione de “Le Iene”

Carissime Iene,

non so in verità se a delle iene ci si rivolga con un canonico “carissime”, in ogni caso, un saluto a voi.

Lo scorso 3 ottobre è andato in onda un vostro servizio curato da Luigi Pelazza che ci ha particolarmente colpito. Ci siamo sentiti offesi, dileggiati, umiliati: ancora una volta, tutta la nostra categoria è stata spubblicata dal fare di alcuni, non pochi in verità, che per pochi denari truffano e delinquono.

Così, abbiamo deciso di scrivervi.

Ci presentiamo: siamo un’associazione di carrozzieri nata nel 2012. Siamo circa 2700 in tutta Italia. Ci siamo chiamati Federcarrozzieri: siamo carrozzieri indipendenti. Carrozzieri cioè che non hanno alcun rapporto fiduciario o di sudditanza contrattuale/commerciale con le compagnie assicuratrici. Lavoriamo con tutte ma non dipendiamo da nessuno.

Le nostre perizie e preventivi non sono cioè, né condizionati né condizionabili da alcuna entità diversa dalla nostra etica professionale.

Non usiamo fondi pubblici ed autofinanziamo qualunque nostra iniziativa.

Siamo nati nel 2012 perché avevamo bisogno di dare voce a delle azioni che nessun nostro sindacato storico si decideva a portare avanti.

Quali azioni? Quelle che il buon Pelazza ha descritto nel servizio.

Quelle che, ahinoi, le vostre telecamere non hanno avuto modo di descrivere: lavorare bene, lavorare in sicurezza, rispettare l’ambiente e la salute dei lavoratori, dell’ambiente e delle aziende che, in molti ed a nostro avviso, in troppi, ancora non rispettano.

Ed ancora, lottiamo per quello che non si vede ma che si prevede: la sicurezza stradale di chi guida un’auto che viene riparata. Di chi pensa di avere una vettura sicura e viaggia con la famiglia ed i propri figli, in un’auto i cui pezzi di ricambio sono belli e lucidi ma di latta.

Lottiamo per non leggere più titoli di nera del tipo “grave dopo un incidente: l’auto era stata appena riparata”. Perché? Semplice, perché lavorare bene ed onestamente costa. Perché in Italia le politiche sindacali proteggono le tessere anche di chi non è in regola.

Lottiamo perché chi deve controllare, controlli: perché ASL e Forestale, Carabinieri, Polizia, Finanza ispezionino le nostre aziende e sanciscano chi ancora lavora nel garage in campagna, con l’eternit sopra la testa, che sversa gli oli nelle condotte, che abbandona in luoghi “nascosti” gomme e pezzi di ricambio che dovrebbe smaltire e certificare, o li ricicla “artisticamente” come il vostro protagonista.

Ancora, lavoriamo perché i colleghi più pigri o lenti affinché si adeguino alle norme o chiudano l’attività. Cerchiamo di isolare i sani o guaribili per “redimere” i troppi artigiani che marginalizzano dichiarando di aver cambiato un pezzo ed invece lo ha solo martellato e lucidato rendendo quell’auto, una scatola mortale incapace di attutire gli impatti come da collaudo.

Non è solo una questione di etica professionale, di buon nome della categoria. Concetti troppo lontani dagli effetti pratici del nostro fare quotidiano. È questione di vite umane in pericolo.

E se dietro quella portiera martellata e solo lucidata, c’è un bimbo nel suo seggiolino? In caso di sinistro, cosa raccontiamo a quella madre? Che abbiamo lavorato male ma le abbiamo fatto risparmiare 50 Euro? Che con quella riparazione al risparmio, si è giocata un figlio? Che non ha risparmiato affatto perché avrebbe dovuto pagare l’assicurazione ma, il tabellare della compagnia ha imposto al carrozziere convenzionato, la non sostituzione del pezzo? Che la sua RCAuto ha preferito far adottare al carrozziere una riparazione al risparmio spacciata per “sicura”?

Lottiamo perché i colleghi che truffano per 300 euro, come il protagonista del servizio di Pelazza, capiscano che lavorare “in regola”, avere aziende sane che danno lavoro ai nostri figli, alle nostre famiglie ed anche ad altri giovani, è possibile.

È possibile e rende.

È possibile ma costa in coerenza, in rispetto per sé stessi, in capacità di vincere le tentazioni di contratti fiduciari con le compagnie.

Fiduciariati che sembrano accattivanti perché canalizzano lavoro. Perché non ti costringono a cercarlo ma ti arriva senza far nulla.

Non dicono però che quel lavoro indirizzato significa che tu lavori e paghi per diventare un esecutore di interessi economici altrui.

Tu lavori al prezzo loro e non tuo, ma rispondi eticamente, penalmente e civilmente di un lavoro che è fatto come vogliono altri e non la tua coscienza.

Tu garantisci, ci metti la faccia, metti in gioco la fiducia che ti conferisce il tuo cliente e non sempre lavori come vorresti e dovresti. Questo non è etico, non è redditizio, non rende le nostre aziende famigliari sane. I trucchetti non ci salvano dalla crisi.

Eppure, in molti tentano strane parallele: per rientrare in costi che non ti vengono riconosciuti, devi tagliare. Devi ammortizzare magari “facendo quanto nero serve”, non certificando annualmente tutti i 63 adempimenti che le nostre aziende a forte rischio ambientale dovrebbero effettuare; non aggiornando la tua preparazione professionale. Meglio ancora, non certifichi lo smaltimento degli scarti di produzione ad alto impatto ambientale: pezzi di ricambio, oli e vernici, gomme ed attrezzature, tanto per citare qualcosa.

Peggio ancora: rimandi e non fai e non fai fare ai tuoi dipendenti, le visite mediche per lavoratori ad alto rischio, come siamo noi artigiani carrozzieri.

Non certifichi i processi di produzione che vanno dai guanti alle mascherine; per sverniciare e verniciare, usi lo stesso forno che usava tuo padre quando ha iniziato l’attività, facendo finta di non conoscere senza considerare l’impatto ambientale del consumo e dello sversamento di polveri altamente tossiche nell’aria interna (per gli operatori in servizio) ed esterna per l’ambiente.

Sono realtà che esistono. Non possiamo negarle. Ce ne sono tante, tantissime, troppe.

Crediamo però che sia possibile cambiarle. Se non tutte molte.

Crediamo che per la maggior parte di queste aziende, un aiuto di un collega che testimoni salubrità aziendale e onesto guadagno, giovi a far capire che continuare a lavorare è possibile senza accorgimenti “artistici”.

Siamo degli illusi? Forse. Crediamo che tutti i “cattivi”, se aiutati a cambiare, possano diventare “buoni”? Forse. Per ora, giriamo l’Italia a nostre spese rinunciando a giorni di lavoro nelle nostre aziende per spiegare ai nostri colleghi che lavorare in modo di verso è possibile.

Ci siamo attrezzati di un nostro standard produttivo informatizzato ed a prova di trasparenza, sia nei confronti del cliente che del nostro lavoro. Lo forniamo GRATUITAMENTE a tutti i colleghi che vogliano adottarlo.

La ricetta è semplice: informatizzando il lavoro ed i processi di produzione, le casistiche e le varianti, abbiamo elaborato uno schema di lavoro che consente al cliente di essere in officina con noi in ogni momento. Nei preventivi e fatture potrà verificare i numeri di codici di ricambio e lavoro prodotti a fronte di gallery fotografiche del prima-durante-dopo che danno prova del nostro fare.

Ogni cliente ha un suo accesso personalizzato. Verifica quante ore di lavoro sono state necessarie e la nostra “scheda clinica” della sua auto in riparazione aggiornata al minuto.

Questo significa anche però, non solo poter essere controllati ma anche garantire in fattura che il lavoro fatto, testato e da noi certificato è realmente ad opera d’arte.

In fattura troverà i codici di lavoro e smaltimento. Un controllo degli uffici preposti potrà sempre verificare carico e smaltimento di pezzi di ricambio, di oli e vernici.

I pezzi di ricambio? Le lavorazioni a regola d’arte? Anche queste sono un capitolo a sé. Stiamo combattendo una durissima battaglia, in appoggio del Ministero e con la complicità di associazioni di consumatori e di vittime della strada indipendenti, perché i processi produttivi siano normati.

Stiamo cercando di non far svendere la qualità in nome di interesse economici che nulla c’entrano con salute, diritti ed ambiente.

Per le truffe e gli imbroglioni della filiera della riparazione ed assicurativa? Abbiamo un metodo traspare per dialogare con le compagnie assicuratrici a tutela del cliente e del nostro lavoro.

Non abbiamo molti mezzi per campagne di comunicazione nazionali. Battiamo il porta a porta con le nostre forze. Un vostro aiuto sarebbe importante.

In cosa vi chiediamo aiuto? Non vi chiediamo di parlare di noi. Vi chiediamo di aiutarci a dire ai cittadini automobilisti o possessori d’auto due ordini diversi di informazione: per gli automobilisti e per i carrozzieri/meccanici/artigiani della riparazione.

Gli automobilisti è importante che sappiano che:

  1. la Legge 4 agosto 2017 n. 124 impone il risarcimento della nostra auto.

  2. se nel contratto fossero contenute clausole vessatorie come l’obbligatorietà di farsi riparare l’auto dal carrozziere di fiducia dell’assicurazione, questa può essere rigettata. La legge sancisce la libertà di scelta.

  3. già in fase di preventivo, l’automobilista deve chiedere conto dello smaltimento dei rifiuti e delle norme di sicurezza ambientale

  4. è utile sapere come ci si deve comportare in caso di incidente o sinistro e come comportarsi per una oculata gestione del CID/CAI (facciamo laboratori gratuiti nei circoli, nelle biblioteche per stimolare questa sensibilità).

  5. è un suo diritto pretendere un preventivo ed una fattura dettagliata comprensiva di ogni specifica

  6. le nostre carrozzerie associate forniscono gratuitamente servizi di assistenza a quanti abbiano perplessità o dubbi sul proprio contratto RCAuto o sul proprio CID/CAI.

  7. Esiste la formula di cessione del credito che consente agli automobilisti di demandare ogni rapporto con l’assicurazione al carrozziere che ripara gratuitamente e si assume l’onere di “dialogare”/farsi risarcire dalla compagnia.

Ai carrozzieri invece, vorremmo far capire quanto sopra esposto, potrebbe aiutarli a regolarizzare e migliorare un’attività professionale che sta cambiando, perché stanno cambiando i mezzi e gli strumenti con cui viene svolta.

Vorremmo che ci aiutaste a far capire che siglare accordi di condizionamento con le compagnie assicuratrici, anche se benedette dai sindacati più concentrati a far tessere e cassa che tutelare il lavoro artigiano, non porta lavoro ma lo svilisce sino ad annientarlo al servizio di chi cerchiamo di contrastare.

Non sempre è tutto così semplice. Provarci però è possibile. Noi lo stiamo facendo. È una battaglia di onestà professionale, industriale, civile che non ha intenzioni di giocare con le vite di lavoratori e di automobilisti. Lo insegniamo nelle scuole come con gli adulti proponendo giochi didattici e laboratori di sicurezza stradale. Lo testiamo con i colleghi. Non sempre è facile.

Dubitiamo di riuscirci con le altre sigle sindacali storiche. Troppi legami, anche economici, con chi da anni lavora per controllare la filiera dell’auto e massimizzare ancora di più, i già lautissimi profitti.

Ci fermiamo qui. Il settore è ampio: sistemi di sicurezza, guida sicura, truffe, scatola nera, polizze sempre più care a fronte di sinistri sempre minori e risarcimenti sempre più ridotti all’osso.

Se avrete piacere, vi esporremo fatti e casi, sentenze e procedimenti.

Il nostro invito, dopo questo fiume di parole che speriamo via abbiano aiutato a fare un po’ di luce nel nostro settore, è che possiate trovare uno spazio nel vostro programma per informare anche su questi temi.

Alla malasanità avete contrapposto la buona sanità. Ci piacerebbe che alla mala-carrozzeria si contrapponesse un mondo economico possibile ed eticamente sostenibile.

Fiduciosi in un vostro riscontro, grati per essere riusciti a leggerci sino alla fine, vi porgiamo il nostro saluto.

Il presidente nazionale

Davide Galli

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