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DISTANZA di SICUREZZA – studiarla prima per adottarla poi-

di FABIO BERGAMO

Uno dei problemi che fa sentire gravemente il suo peso sul miglioramento della sicurezza con la conseguente riduzione dei sinistri, è quello della corretta adozione della distanza di sicurezza il cui obbligo è sancito all’art. 149 del CdS che stabilisce al primo comma: “Durante la marcia i veicoli devono tenere rispetto al veicolo che precede una distanza di sicurezza tale che sia garantito, in ogni caso, l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.


I DATI ALLARMANTI: soltanto nel 2012 a causa dell’errato mantenimento della distanza di sicurezza si sono verificati in Italia, 33.777 incidenti che hanno causato 325 morti e 55.447 feriti, rappresentando il 18% del totale degli incidenti, il 9% dei decessi e il 21% dei feriti (DATI ISTAT).

I FATTORI DETERMINANTI: ad incidere negativamente sul mantenimento della distanza di sicurezza ci sono due cause principali che sono alla genesi del problema: la velocità dei veicoli ormai sempre più potenti e più ingombranti, in dimensioni, la corsia da essi occupata; il numero sempre più elevato dei veicoli circolanti che occupano longitudinalmente lo spazio necessario a che la distanza sia mantenuta correttamente.

I FATTORI di RISCHIO: sono le condizioni meteorologiche, lo stato della pavimentazione stradale ed il grado di pendenza della strada, l’efficienza del veicolo e il suo carico, i riflessi e le capacità del conducente, che possono tenersi in considerazione solo alla luce delle cause a priori e quindi fisiologiche citate, della riduzione della distanza stessa, che portano all’erroneo mantenimento di essa che, in quanto fenomeno, nel suo atto conclusivo, si manifesta nel sinistro ormai annunciato e non più evitabile.

Dunque, alla luce degli scabrosi dati riportati all’inizio, che non lasciano spazio a dubbi, visto che a causare tali sinistri sono conducenti regolarmente patentati, è necessario comprendere il problema, prima come condotta di guida da adottare ai fini della prudenza, e poi, nell’eventualità della frenata, come spazio da lasciare dal veicolo che precede, evitando il tamponamento ed i danni conseguenti che tale evento comporta agli stessi veicoli e alle persone trasportate, alla luce del tipo e della mole di traffico che le strade oggi presentano (immaginiamo un tamponamento tra un SUV e una utilitaria che ne uscirebbe distrutta, come già la cronaca quotidiana dei giornali o della TV ci riferisce, e che mostra, tanto nel numero, quanto negli effetti micidiali più che solamente mortali dei sinistri, come non si possa parlare più di semplici incidenti).

L’Indicatore di Tenuta del Margine Destro

per il corretto mantenimento della distanza di sicurezza

Per ovviare al problema nei fattori che lo determinano, per poi passare al controllo di quelli che portano al suo concretarsi, attraverso la formazione, la prevenzione e i controlli stradali degli agenti delle forze dell’ordine, si può adottare l’ Indicatore di tenuta del margine destro, da me ideato: un segnale orizzontale, bianco di forma curvilinea, unito alla striscia che separa i sensi di marcia, avente lo scopo di ricordare, appunto, ai conducenti in generale e ancorpiù ai neopatentati, di guidare in prossimità del lato destro della corsia per garantire realmente, il mantenimento della distanza di sicurezza ed evitare altresì pericolosi sorpassi; può essere collocato sia dove la striscia è continua, sia dove è discontinua, e disposto alternativamente in un senso e in un altro, nelle gallerie, sui viadotti, nelle curve, nelle strettoie, in prossimità degli incroci, ecc.

Può essere adottato sulle strade extraurbane e sui tratti più pericolosi all’interno dei centri abitati. Le auto di grandi dimensioni (SUV) infatti, gli autobus ed i camion ostruendo la visibilità obbligano, i conducenti a guidare sul margine sinistro della corsia (striscia di mezzeria) portandoli ad aumentare la velocità ed a ridurre, sempre di più, la distanza di sicurezza, con i rischi che ne conseguono.

Invito i lettori di questo Blog, a prendere visione delle altre mie proposte, ai fini della sicurezza stradale, pubblicate su vari giornali e riviste, in Italia, già apprezzate dal Ministero dei Trasporti,  sul sito: www.fabiobergamo.it

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